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A-scan e B-scan: differenze tra le due ecografie oculari

L'ecografia oculare moderna comprende due modalità tecniche complementari: la modalità A — un tracciato unidimensionale dedicato alle misurazioni — e la modalità B — un'immagine bidimensionale che ricostruisce le strutture intraoculari in sezione.

Una distinzione fondamentale

Comprendere la differenza tra A-scan e B-scan aiuta a inquadrare le ragioni cliniche per cui una delle due, o entrambe, vengono richieste. Le due modalità rispondono a domande diverse e si utilizzano spesso in successione nello stesso esame.

CaratteristicaA-scanB-scan
Tipo di rappresentazioneTracciato lineare di picchiImmagine bidimensionale in scala di grigi
Informazione principaleMisurazioni di distanzaForma e disposizione delle strutture
Indicazione tipicaBiometria pre-cataratta, lesioni focaliPatologie vitreo-retiniche, lesioni intraoculari
Frequenza della sonda10-12 MHz10-20 MHz
Tempo di acquisizionePochi secondi per occhio1-3 minuti per occhio

A-scan — l'ecografia delle misurazioni

La modalità A — dall'inglese amplitude — produce un grafico in cui ogni interfaccia tissutale incontrata dagli ultrasuoni genera un picco. La distanza tra i picchi corrisponde con grande precisione alle distanze reali tra le strutture: per questo l'A-scan è la modalità di elezione per la biometria oculare.

Le misure più frequenti

  • Lunghezza assiale del bulbo (AXL) — distanza tra cornea e retina, parametro fondamentale per il calcolo della lente intraoculare.
  • Profondità della camera anteriore (ACD) — distanza tra cornea posteriore e cristallino anteriore.
  • Spessore del cristallino — utile nella valutazione di alcune cataratte e nelle pianificazioni chirurgiche complesse.
  • Distanze patologiche — spessore di una lesione, distanza di un sollevamento retinico dalla parete sclerale.

Indicazione clinica principale

L'A-scan è indispensabile nella programmazione dell'intervento di cataratta: la misurazione accurata della lunghezza assiale, combinata con la cheratometria, permette il calcolo della lente intraoculare da impiantare. Una misurazione imprecisa si traduce in un errore refrattivo post-operatorio che il paziente percepisce come visione sfocata.

Biometria ottica e biometria ad ultrasuoni

Negli occhi con mezzi diottrici trasparenti la biometria viene oggi eseguita di preferenza con metodiche ottiche, più rapide e leggermente più accurate. Quando però la cataratta è densa o vi sono opacità corneali o vitreali significative, la biometria ad ultrasuoni rimane la metodica di riferimento.

B-scan — l'ecografia delle immagini

La modalità B — dall'inglese brightness — converte gli echi di ritorno in punti luminosi, di intensità proporzionale all'eco, costruendo un'immagine bidimensionale in scala di grigi che riproduce in sezione le strutture intraoculari. È la modalità che permette di "vedere" l'interno dell'occhio quando il fondo oculare non è ispezionabile per via ottica.

Cosa permette di valutare

  • Distacco di retina — sollevamento della retina, sua estensione, eventuale distacco coroideale associato.
  • Patologia vitreale — emovitreo, distacco posteriore di vitreo, sineresi, opacità organizzate.
  • Lesioni focali — masse del segmento posteriore, calcificazioni, drusen del nervo ottico.
  • Corpi estranei intraoculari — identificazione e localizzazione in occhi traumatizzati.
  • Stato del nervo ottico — porzione retrobulbare, escavazione, ipertrofie.

Quando si usano insieme

Nella pratica oculistica le due modalità sono spesso impiegate nello stesso esame. Una scansione B-scan permette di individuare e descrivere una lesione; l'integrazione con una misurazione A-scan ne stabilisce le dimensioni precise, l'ecogenicità e la riflettività interna, dati utili per la diagnosi differenziale tra lesioni di natura diversa.

Negli occhi con cataratta densa programmati per intervento, la sequenza tipica prevede una valutazione B-scan per escludere patologie vitreo-retiniche significative seguita da una A-scan biometrica per il calcolo della lente.

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I contenuti pubblicati su questo sito hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono in alcun modo la visita medica oculistica. La diagnosi e l'indicazione terapeutica possono essere formulate soltanto dal medico al termine di una valutazione clinica diretta.