Come si svolge l'ecografia oculare
L'ecografia oculare è una procedura ambulatoriale che richiede pochi minuti, non comporta dolore e non lascia alcun postumo. Il paziente può tornare immediatamente alle proprie attività al termine.
Le fasi dell'esame
L'esame si articola in alcune fasi essenziali, dall'accoglienza alla consegna del referto. La durata complessiva è di circa 10-15 minuti; il tempo effettivo della scansione, in genere, non supera i pochi minuti per occhio.
Accoglienza e raccolta dell'anamnesi
Il medico oculista raccoglie le informazioni cliniche rilevanti, consulta la documentazione precedente eventualmente portata dal paziente e illustra brevemente la finalità dell'esame.
Posizionamento del paziente
Il paziente si dispone seduto sulla poltrona da visita o, in alcuni casi, supino. Vengono rimosse le lenti a contatto se non già tolte. Non è prevista la dilatazione pupillare.
Eventuale anestesia di superficie
Quando l'esame prevede il contatto diretto della sonda con il bulbo (scansione corneale), si instilla un collirio anestetico. La scansione attraverso la palpebra chiusa non richiede alcuna anestesia.
Applicazione del gel ecografico
Si applica un gel ecografico sterile, di consistenza acquosa, sulla palpebra o sulla superficie del bulbo. Il gel ha la funzione di accoppiamento acustico tra sonda e tessuto, eliminando l'aria interposta.
Acquisizione delle scansioni
L'oculista appoggia delicatamente la sonda e acquisisce in tempo reale le scansioni nelle direzioni utili (assiali, trasverse, longitudinali). Al paziente viene chiesto di muovere lo sguardo in direzioni precise per visualizzare meglio le diverse aree.
Misurazioni biometriche
Quando indicato, viene eseguita anche la modalità A-scan per misurare la lunghezza assiale del bulbo, la profondità della camera anteriore e lo spessore del cristallino.
Detersione e refertazione
Si rimuove il gel residuo con tessuto morbido. Le scansioni vengono valutate dal medico, discusse con il paziente e raccolte nel referto, consegnato al termine della visita.
Cosa avverte il paziente
Durante la scansione attraverso la palpebra il paziente non avverte alcun fastidio: la sensazione è quella di un lieve appoggio della sonda. Nella scansione diretta sul bulbo, dopo l'instillazione del collirio anestetico, si percepisce solo il contatto della sonda senza alcun dolore.
Il gel ecografico è di consistenza simile a un'acqua densa, non pungente, e viene rimosso completamente al termine della procedura. Non sono previsti effetti collaterali a distanza.
Sonde e apparecchiature
L'apparecchio ecografico utilizza una sonda specifica per uso oftalmico, di piccole dimensioni e con frequenze più elevate rispetto alle sonde impiegate in altre branche dell'ecografia. Le frequenze più alte consentono una migliore risoluzione spaziale a discapito della profondità di esplorazione, scelta ottimale per un organo piccolo come l'occhio.
Modalità di scansione
- Scansione transpalpebrale — la sonda è appoggiata sulla palpebra chiusa. È la modalità più frequente, indicata quando l'apertura forzata dell'occhio sarebbe controindicata.
- Scansione corneale diretta — la sonda è appoggiata sulla cornea o sulla congiuntiva, previa anestesia topica. Offre una qualità di immagine superiore e si utilizza quando la transpalpebrale non fornisce dettagli sufficienti.
Dopo l'esame
Al termine il paziente può tornare immediatamente alle proprie attività. Non sono previste limitazioni alla guida né alla lettura. Se è stato impiegato il collirio anestetico, è opportuno evitare di sfregare l'occhio per almeno mezz'ora, fino al ripristino della normale sensibilità corneale.
In caso di rossore persistente, lacrimazione, fastidio o calo della visione che non si risolva entro poche ore dall'esame, è opportuno contattare la segreteria per una valutazione: si tratta di evenienze rare ma sempre meritevoli di attenzione.